La Puglia onora la gente di mare
29/05/2002 11.36.00
E’ un rapporto antico di odio-amore, di vita e di morte quello tra l'uomo e il mare: ricchezza e prosperità, ma anche tragedie di pescatori, marinai, uomini scomparsi, inghiottiti per sempre dalle acque gelide, sepolti nell'immensità. Vecchio e implacabile mare, la storia dell'uomo è legata indissolubilmente alle sue acque veicolo di civiltà ed espressione di libertà, come ripeteva Baudelaire: "Uomo libero, tu amerai sempre il mare". Ma per quella libertà, l'uomo ha pagato e paga tuttora un prezzo alto: la sua vita. Ora l'Italia rende omaggio a quegli "uomini militari e civili deceduti e sepolti in mare": a partire dal 12 novembre di quest'anno si celebrerà la "Festa della memoria degli uomini scomparsi in mare". Vita e morte sul mare, amore e odio per tanti uomini. Quanti sogni accompagnano i pescatori quando lasciano il porto, un turbinio di pensieri affolla la loro mente: la famiglia lontana, il duro lavoro che li attende, la paura. Sì perché tutti i marinai hanno paura, anche quando partono felici per una battuta di pesca: la paura è lì nei loro cuori e nel cuore dei loro familiari, esorcizzata nella routine quotidiana, ma sempre vigile. Chissà se gli stessi pensieri e la stessa paura affollavano la mente quei marittimi del "Francesco Padre" saltati misteriosamente in aria col loro peschereccio o quelli del "Moby Prince" speronati nel porto di Genova. Mentre i vecchi pescatori a terra restano ore a contemplare il mare: ricorda loro la giovinezza, ma anche i compagni scomparsi. I vecchi, quelli che lo amano - dice Hemingway - "ne parlano male, ma sempre come se parlassero di una donna". I giovani ne parlano, invece, al maschile "come di un rivale, o di un luogo o perfino di un nemico... Ma il vecchio lo pensava sempre al femminile e come qualcosa che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane o malvage era perché non poteva evitarle". Ecco, in queste parole, il senso dell'odio-amore per il mare. Ora qualcuno rende omaggio a questo amore, non sempre corrisposto, pagato con la vita. Forse ha ragione Conrad: "il mare non è mai stato amico dell'uomo; tutt'al più è stato complice della sua irrequietezza". La Gazzetta del Mezzogiorno - 1ª pagina - 29.5.2002<7b>
Felice de Sanctis
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