Ripari l’auto da solo? E io ti multo
Addio al “fai da te”, d’obbligo il meccanico
21/02/1992 11.12.00
Chi fu da fa da sé fa per tre, dice un vecchio proverbio Andrebbe aggiornato: chi fa da sé é pagato per tre. Automobilisti attenti: c’è una nuova insidia sulla vostra strada già lastricata di ostacoli. Fra targhe alterne, tasse, superbolli, rincari della Rc (leggi: responsabilità civile), furti che l'assicurazione non risarcisce più, vogliono proprio farci passare la voglia di prendere la macchina. Tutto congiura contro di noi, anche i «fedelissimi» meccanici, dei quali eravamo abituati ad essere «complici» fiscali in cambio di un misero sconto. E ora? Succede che quei nostri «complici» diventano nostri «nemici». Guai dal 5 marzo a chi «oserà» riparare da solo la propria vettura. Il rischio è una multa di l66mila lire. La «trappola» è contenuta nell’art.6 della nuova legge sulle attività di autoriparazione, già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 febbraio, che vieta «la manutenzione e la riparazione» dei veicoli a motore da parte del proprietario. Il quale sarà obbligato ad avvalersi dei meccanici e affini autorizzati e iscritti. C'è un apposito registro (anche loro hanno diritto all’albo, adesso!). Unica eccezione, gli «interventi di ordinaria e minuta riparazione». E non sarà che questa legge è opera della «potente» lobby dei meccanici? I quali meccanici, forse approfittando del periodo elettorale, sono riusciti a far passare una norma, che - denuncia l’Unione consumatori - permetterà loro lauti guadagni. Ora anche per aggiungere l’olio al motore o cambiare una ruota, dovremo ricorrere agli «specialisti dell’automobile»? Chi valuterà se quello da fare è un «intervento di ordinaria manutenzione»? Altro che socialismo reale... Questa volta in difesa del poveri automobilisti non è scesa in campo l’Automobile Club, ma l’Unione consumatori. «E’ una norma cervellotica - dice - che, per garantire un principio di sicurezza puramente ipotetico, determinerà la solita confusione interpretativa, assicurando solo lauti guadagni agli autoriparatori che hanno tariffe completamente libere». Ipotesi-limite: e se restiamo con l’auto in panne? Sarebbe vietato - a rigor di logica - tentare di farla ripartire: prima bisogna stabilire che guasto ha? Dunque, meglio fare un pisolino o qualcos’altro, in attesa di soccorsi. Aveva ragione Mac Luhan quando definiva l’automobile «un articolo di vestiario, senza il quale ci sentiamo nudi, incerti, incompleti. Una protesi, la sposa meccanica dell’uomo». Fra la nostra «sposa» e noi, dunque, quanti ci metteranno il dito? Non dovremo meravigliarci se il primo vigile che ci ferma d’ora in poi ci chiederà: «Favorisca il libretto di riparazione».
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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