Le Poste inseguono le banche
30/01/2007 22.51.00
FELICE DE SANCTIS Le Poste fanno un altro passo avanti verso la strada della "parificazione" dei servizi con le banche. Almeno sulla carta. In pratica, non si riesce a comprendere come un ente sulla via della privatizzazione funzioni ancora come un carrozzone pubblico: in Italia resta il peggiore dei servizi pubblici, riesce a superare perfino le disastrate Ferrovie. Punta alla modernizzazione, si lancia in settori nuovi, tentando di fare concorrenza anche alle banche (vedi vendita dei Bot), ma alla fine non riesce a conseguire l'obiettivo per il quale è stato istituito: spedire la corrispondenza. Ne sappiamo qualcosa sia come utenti, sia come giornalisti, per le continue proteste e segnalazioni di disfunzioni che piovono alla nostra redazione: lettere che arrivano con grande probabilità in ritardo (meglio utilizzare il fax o Internet), giornali settimanali recapitati 10 giorni dopo, per una lettura ad effetto... retroattivo (meglio acquistarli all'edicola, con buona pace degli editori, che potrebbero garantirsi un certo numero di abbonamenti), mensili o stampe "chi li ha visti?". E che dire dell'efficienza degli sportelli? Alzi la mano chi non ha mai fatto code "fantozziane", magari con doppio... giro per non aver azzeccato lo sportello giusto, oppure a causa di improvvisa chiusura "per cambio turno". E potremmo continuare ancora. Abbiamo anche provato a chiedere spiegazioni al personale di qualche sportello di periferia. La risposta? Un'alzata di spalle. Ma come, ora che siete quasi privatizzati, funzionate peggio di quando eravate statali? "Era meglio prima", è stata la laconica e sconsolata risposta. E così le Poste che non riescono a far arrivare in tempo le lettere, si lanciano nell'avvincente mondo della "finanza": dai Bot alle azioni, dai mutui ai prestiti. Ma ci poniamo una sola domanda e con noi anche i consumatori (i cosiddetti utenti): come faranno le Poste ad operare nelle attività parabancarie, se non accettano assegni in pagamento? Cosa dovremo fare in caso di movimenti di capitali, portarci dietro una valigia piena di banconote? Gli scippatori sono avvertiti. La Gazzetta del Mezzogiorno - 1ª pagina - 30.6.1997
Felice de Sanctis
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