Quante leggi vanno e vengono
19/11/2005 10.49.00
Nulla è stabile quanto il provvisorio in Italia, lo diceva l’indimenticabile Giuseppe Prezzolini, anti-italiano per eccellenza, e a questa provvisorietà ci siamo abituati, certi che non potesse andare oltre. Ma dobbiamo ricrederci: la legge finanziaria ci sta smentendo. Nei giorni scorsi si è detto tutto e il contrario di tutto. Prendiamo, ad esempio, il condono (fiscale o agricolo che sia): prima annunciato, poi smentito, poi riconfermato. Poi? Stop and go, come tutte le cose italiche. Ne hanno approfittato i bookmaker per proporre lucrose scommesse. Che dire, poi, della riforma del Tfr? Maroni la dava per già approvata, e tutti a chiedersi: da quando scattano i sei mesi di preavviso al datore di lavoro per dirottare altrove la liquidazione? E ricomincia il ritornello: prima sepolto, poi risorto. Il premier lo boccia e la Lega lo rilancia. Chi la spunterà? Si accettano scommesse. Dulcis in fundo, la patente a punti: alla Camera si approva il decreto che opera una sanatoria su quelli illegittimamente sottratti e si toglie ai vigili la possibilità di usare l’Autovelox per le multe poco fuori città. Al Senato il decreto muore in 24 ore e tutto resta come prima. «Provvisorio e quindi stabile». Aveva proprio ragione l’altro grande lettore della nostra gente italica, Leo Longanesi: «La situazione è grave, ma non seria». La Gazzetta del Mezzogiorno - 1ª pagina - 19.11.2005
Felice de Sanctis
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