Olivetti-Telecom, arriva l'esame dei mercati
Da adesso vale
24/05/1999 22.35.00
Si è concluso il gioco dell’opa, ora comincia la battaglia più difficile, quella dei debiti: circa 28mila miliardi. E’ questo lo scenario futuro della «madre di tutte le opa», della battaglia per la conquista della Telecom da parte della Olivetti: Davide ancora una volta ha vinto contro Golia, ma ora occorre gestire un gigante da 100mila miliardi, con un «esercito» di 127mila dipendenti. Oggi la «nuova» Telecom e i suoi scalatori, Olivetti e Tecnost, affrontano la prova del mercato. La Borsa, che ha già gratificato i «capitali coraggiosi», dovrebbe ancora premiarli. Ma alla vigilia dell’apertura, non manca una certa suspense: la maggior parte degli analisti economici ritiene che ci sarà un rialzo, sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria. Ma c’è anche una minoranza più pessimista. In Borsa nessuno può considerarsi un profeta, nemmeno il guru Soros. La maggioranza dei piccoli risparmiatori in questa grande battaglia - combattuta più dai generali di Mediobanca, con alla testa l’immarcescibile Enrico Cuccia, l’Andreotti della finanza italiana, risorto dalle sue ceneri come l’araba fenice (quasi tutti lo davano per finito) - sono rimasti a guardare. Pensavate davvero che un pensionato o una casalinga che ha acquistato i titoli in occasione della privatizzazione, guadagnando ampiamente grazie a questa battaglia, si mettesse a giocare all’opa per lui sconosciuta? Cosa farà oggi questo esercito è difficile dire. Queste le due ipotesi: corsa alle vendite per timore che il titolo Telecom possa essere trascinato giù dai debiti; corsa all’acquisto nella speranza di guadagnare dalla nascita del colosso italiano delle telecomunicazioni. In realtà, il piccolo azionista difficilmente riuscirà a stare dietro gli «assestamenti» dei prossimi giorni. E’ più probabile un successo per Olivetti e Tecnost: gli italiani corrono sempre in soccorso del vincitore. Altra incognita è quella dell’occupazione. La riduzione dei debiti non può prescindere da tagli alle spese: Colaninno dovrà fare i conti con circa 30mila lavoratori in esubero calcolati prima dell’opa, ai quali occorre aggiungere quelli Olivetti. «La prontezza è l’anima degli affari», diceva Lord Chesterfield, dote che Colaninno possiede. Ora deve dimostrare di non essere solo un raider (incursore), ma anche un industriale. La Gazzetta del Mezzogiorno - 1ª pag. - 24.5.1999
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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