E ora il Fisco conta i… polli per calcolare la ricchezza
L’ultima trovata dell’Erario per stanare gli evasori
12/08/1997 15.09.00
FELICE DE SANCTIS Come ti infilzo il contribuente ovvero il fisco ora ti rosola allo spiedo. Si presta ad una facile ironia l’ultima disposizione dei burocrati del ministero delle Finanze, che, nella continua caccia all’evasore, hanno tirato fuori l’idea di un questionario (già inviato a quattro milioni e mezzo di contribuenti) per verificare il loro reddito reale. «Quanti polli può montare sugli spiedi»? «Quante friggitrici possiede»? «Di quale portata»? «Lava da solo i piatti o possiede un robot da cucina»? Sono queste alcune delle domande del questionario, alle quali bisognerà rispondere entro il 30 settembre se la risposta verrà affidata alla posta ordinaria (farà fede, come al solito il timbro postale, l’unica certezza delle Poste, perché sulla data di arrivo nessuno ha il coraggio di pronunciarsi). Al contribuente è concessa anche una maggiore dilazione temporale se decide di avvalersi del floppy disk (magari riproducendo con lo scanner la forma degli spiedi o le dimensioni in scala?), in questo caso il termine di consegna è fissato al 30 ottobre. I contribuenti interessati sono già in crisi (non sanno a chi santo commercialista votarsi: in agosto gli studi sono chiusi, chi li aiuterà a trovare la scappatoia al numero degli spiedi o ai metri del bancone?) Intanto i ristoranti stanno già contando i polli infilzati (compresi i clienti?), i bar e le gelaterie, invece, sono intenti a decifrare la circolare ministeriale che chiede loro oltre all’eventuale produzione in proprio di panini e gelati, anche se possiedono «servizi di cartoleria» (?!). Che dire poi delle richieste avanzate ai servizi di pulizia: «quanti litri di detergente consuma e quanti chili di diserbanti, insetticidi o derattizzanti»? (ma come si fa a calcolare il reddito sulla base del consumo di detersivo? e se l’impresa è addetta ai bagni pubblici, notoriamente mezzo litro di ammoniaca, per non pagare le tasse?). L’unico limite è costituito dai contribuenti con ricavi e compensi superiori ai 10 miliardi: sfido io, ve l’immaginate una polleria da 10 miliardi: quante galline deve rosolare al giorno? Una richiesta particolare riguarda poi le pizzerie: si chiede di quanti metri è lungo il bancone della pizza al taglio o al metro. Naturale, no? Se la pizza è «al metro», più lungo è il bancone, più guadagna il pizzaiolo? Un metro di valutazione molto... intelligente. Infine si chiede quale tipo di clientela frequenti il locale: in pratica chi compra i polli o le pizze al taglio, è un industriale o operaio (e se fosse semplicemente e letteralmente un morto di fame?). Ai macellai viene chiesto il numero di tritacarne e bisteccatrici e dei metri cubi delle celle frigorifere. Insomma, una specie di redditometro: in base ai parametri forniti dagli studi dei cercelloni del ministero delle Finanze, si potrà valutare se il reddito dichiarato dal gestore di una rosticceria, ad esempio, è congruo o se, invece, è troppo basso in rapporto ai polli infilzati allo spiedo in un giorno, oppure ai metri di lunghezza del bancone delle pizze. Un manicomio. Una storia che si sarebbe prestata per un film di Totò. Il fisco non sa più cosa inventare per fare pagare le tasse agli evasori, così ha pensato allo... «spiedometro». Ci resta un dubbio: i polli sono i contribuenti o i cervelloni del fisco? La Gazzetta del Mezzogiorno - economia e finanza - 12.8.1997
Felice de Sanctis
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