Cuore di sabbia
15/10/2000 8.50.00
Una campagna elettorale lunga sette mesi. E’ questo che la crisi amministrativa “regala” alla città per l’ambizione folle di qualche discutibile personaggio, per le pretese assurde di qualche altro e per il piccolo cabotaggio di coloro che, come giustamente ha detto qualcuno, andrebbero cancellati dalla storia di questa città. E l’orizzonte si riempie di infausti presagi, dal numero 17 (i “congiurati”) che ha caratterizzato questa “imboscata” al sindaco, alle prospettive future che, alla luce di queste premesse, non sono certo incoraggianti. Intanto la città è affidata a un commissario che dovrà reggerne le sorti fino alle elezioni di primavera e fino ad allora ci toccherà sorbirci piogge di manifesti carichi di idiozie, sproloqui in tv di soggetti di varia natura, alcuni perfino estranei alla vita politica locale che si esibiscono sul piccolo schermo per dimostrare a se stessi di esistere. Nel trionfo del peggiore qualunquismo li si lascia parlare di tutto e del contrario di tutto, mentre la confusione, in una Babele di lingue, rischia di portare ad un aumento dell’astensionismo dopo ben sette mesi di campagna elettorale nella quale ne vedremo di belle, dai cuori ai…cammelli, alle pecore erranti. La politica è “commissariata”, perfino l’unico esponente del Cdu commissaria se stesso in una patetica parodia di Zorro. Personaggi di tutti i tipi, in questa commedia dell’arte che è diventata la politica locale, assurgono al ruolo di protagonisti (negativi), gente che non potrebbe aspirare nemmeno alla presidenza di un condominio, si propone come futura classe dirigente (dei propri interessi?) e poi boccia i consuntivi di bilancio, dimostrando di capire ben poco di amministrazione: ignoranza allo stato puro. Per “istruire” questa pseudo classe dirigente, dovremo tornare alle scuole di partito? E in questa bailamme spunta perfino una vena di romanticismo, con cuori disegnati sulla sabbia e dichiarazioni d’amore degne del miglior Casanova riminese. Ma come ricorda una vecchia canzone, citata in altra pagina dal nostro satirico Petrus, il cuore di sabbia lo porta via il vento, insieme alle promesse scritte sulla sabbia, destinate anch’esse a disperdersi. Del resto il personaggio non è nuovo alle piroette alle quali ci ha da tempo abituati, come sottolinea anche un suo vecchio amico e padre politico, che lo conosce bene e ne traccia un credibile profilo: “capace di fantastiche piroette, sempre in debito con la sua furbizia e in credito con la sua ambizione”. Quest’aspirante sindaco, come Berlusconi (sotto le cui bandiere si avvia ad approdare), ci prepara una campagna elettorale di ben 7 mesi, con manifesti giganti che ci bombarderanno fino alla nausea, col rischio che alla fine la gente ne avrà fin sopra i capelli. “Historia est magistra vitae”, la storia è maestra di vita, diceva Cicerone. Purtroppo non ha scolari. La storia di Lillino Di Gioia e Beniamino Finocchiaro candidati sindaci un anno prima, non ha insegnato nulla? Ma ci chiediamo: chi lo finanzia? Quali interessi o lobby rappresenta? Quella dei costruttori? A quale gruppo o polo farà riferimento? Sarà trasversale? O farà una pubblica abiura (da cosa, visto che non si sa più di che pelle sia?) per candidarsi in Forza Italia, una forza politica che oggi, nella scelta del sindaco, oscilla tra lui e un altro personaggio dal passato fortemente discutibile e da un futuro pericoloso e inquietante? Una cosa ci sembra certa: al di là di pubbliche dichiarazioni o di artifici politici, come il famoso ordine del giorno, “l’uomo del cuore” e i suoi compagni di strada non vogliono l’approvazione del piano regolatore (almeno così com’è ora). Diffidiamo per natura dei personaggi guidati solo dalla propria ambizione e poi, in questo consesso amoroso, dovremmo forse essere in compagnia dei Pino Amato, dei De Sario, dei Nappi, dei Caputo/i? Meglio scegliere la clausura. Scherzi a parte, lo scenario appare molto preoccupante sia su un fronte che sull’altro. Nel centro-sinistra il Ppi mantiene ancora un atteggiamento ambiguo nei confronti di Mariano Caputo, che ha votato contro la sua maggioranza, pur avendo ricevuto riconoscimenti e incarichi importanti, come quello di consigliere dell’Asi. Come mai non è stato espulso dal partito? Il Ppi vuole tornare a vecchi giochi democristiani? Lo chiederemo al neo segretario Giovanni Sciancalepore. Sul fronte delle sinistre si sta organizzando un raggruppamento di “sinistra pura” che va dai Ds, ai Comunisti italiani, a Rifondazione e, udite udite ai socialisti dello Sdi (sono sinistra pura?). Il tentativo ci sembra autolesionista, perché con questa convention ad escludendum si lasciano fuori i “Democratici” e i “Popolari”, il centro dello schieramento politico, che verrà aggregato successivamente col trattino (sinistra-centro?). Ma, è dimostrato, che senza il centro non si vince. Non sarebbe più produttivo cominciare a lavorare subito insieme su un progetto politico comune, “Percorso” docet? Poi c’è “L’Italia dei valori” di Di Pietro, che non si sa ancora a quale schieramento aderirà. L’idea del terzo polo ci sembra perdente, soprattutto se l’ex magistrato di “Mani pulite” non seleziona meglio i suoi rappresentanti locali: che credibilità hanno i Nappi e i De Sario (sembra che l’ex consigliere del centro-destra, approdato ai Democratici per ottenere la candidatura alla Regione, oggi aspiri ad una candidatura alla Camera in questa lista)? I “Verdi” sono commissariati, mentre Pino Amato continua a gridare la sua legittimità a rappresentare il simbolo e a considerarsi l’unico difensore dell’ambiente sul territorio: perché non ha detto nulla sullo scempio alla prima cala, denunciato da Quindici? Questo sì che sarebbe difendere concretamente l’ambiente, non le chiacchiere in tv o sui manifesti. Per non parlare dell’Udeur che a Molfetta ormai è diventato il contenitore dei “trombati”, degli scontenti e dei frustrati politici, a cui va riconosciuto il primato dell’ambiguità tra la politica nazionale col centro-sinistra e quella locale con “l’uomo del cuore”. Di Gioia, evidentemente, ha le idee confuse. Nel Polo le cose non vanno meglio. An è spaccata e ufficialmente non ha un proprio rappresentante legittimato, dopo il passo avanti e due indietro di De Palma. La rivalità fra Amoruso e Marmo, inoltre, ha prodotto due sezioni di partito. Forza Italia, come già detto, non ha ancora deciso la linea da seguire per il candidato sindaco, mentre al Parlamento riproporrà Antonio Azzollini, che è poi l’unico a decidere anche a livello locale. Cdu (commissariato) e Ccd seguono la corrente. In questo fosco scenario, gremito di voltagabbana e omuncoli, per evitare che la città possa tornare indietro agli anni dell’edilizia allegra, del parassitismo economico e del saccheggio politico, occorre che la società civile torni a fare la sua parte. Ernesto Rossi scriveva: “Solo le volpi sono al potere; gli uomini si sono tenuti in disparte per schifo o per impotenza a sventare le insidie dei lacci”. Gli uomini hanno il dovere d’impedire che le volpi vadano al potere. QUINDICI - 15.10.2000
Felice de Sanctis
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