Grillo, il potere dell’antipotere
10/09/2007 22.18.00

La trappola dei mutui americani che potreb¬bero avere qualche ripercussione anche da noi tiene ancora banco sulle pagine dei giornali e ricorda gli scandali Parmalat, Cirio e Banca 121. Accanto a questi problemi ci so¬no quelli delle tasse troppo alte, della ben¬zina alle stelle e del caro pasta: perfino quel¬lo che è sempre stato l’alimento dei poveri (ricordate la magistrale scena di Totò che divora spa ghetti con le mani nel film «Miseria e nobiltà»?) rischia di diventare roba per ric¬chi. E ai cittadini esasperati che non riescono ad arrivare alla fine del mese con una busta paga ferma ai tempi pre euro, mentre il post euro ha raddoppiato tutto, si cerca di far in¬goiare i costi della politica che nascondono privilegi dei parlamentari e perfino dei di¬pendenti del Parlamento, con diritto a pen¬sioni milionarie, mentre ai cittadini «normali» si chiedono sacrifici. E in questo caos si in¬serisce il fenomeno Beppe Grillo, il «pifferaio magico» che ha portato decine di migliaia di persone in piazza nel «vaffanculo-day» per chiedere un paese più pulito. Come dar torto a questa gente? Ma fa riflettere il fatto che la politica la facciano i comici col rischio che sfoci nel qualunquismo. Ma l’economia non si può fare in piazza, occorrono ricette non sempre indolori: i soldi non piovono dal cielo, occorre tagliare sprechi e spesa pubblica ec¬cessiva, magari cominciando dai redditi e dalle pensioni dei parlamentari, che potreb¬bero dare il buon esempio, per evitare che il trionfo dell’antipolitica li travolga. La Gazzetta del Mezzogiorno - 1ª pag. - 10.9.2007

Felice de Sanctis
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