Oppositore di se stesso
Ultima trovata azzollinian-berlusconiana, il sindaco che non ha mai tollerato le opposizioni, decide anche di assumere paradossalmente il ruolo dell’opposizione
15/11/2008 21.48.00
Che strana storia quella della costruzione della foresteria della Capitaneria di porto di Molfetta. Sembra una di quelle vicende costruite a tavolino e rilanciata con gran clamore mediatico, per raggiungere un obiettivo giusto, ma perseguito con ostinazione sospetta e soprattutto fuori tempo. In breve: il sindaco Antonio Azzollini si accorge, dopo che i lavori della nuova caserma per i marinai e gli ufficiali della Capitaneria sono già in una fase inoltrata, che questa costruzione impedisce ai cittadini la vista della Basilica della Madonna dei Martiri. Così, emette un’ordinanza di sospensione dei lavori e chiede l’arretramento dell’edificio di una decina di metri. Il che comporterebbe la demolizione dell’attuale manufatto, la modifica del Piano regolatore del porto e la sua approvazione da parte del consiglio comunale prima e della Regione dopo. Un «giochetto» che fermerebbe tutto per almeno un paio di anni con un costo per le casse comunali, e quindi per i cittadini, che si aggirerebbe – secondo l’opposizione di centrosinistra - sul milione di euro. E l’uomo della strada, il cittadino comune, che il sindaco dice di prediligere, si chiede: come ha fatto a non accorgersene prima? Anche se il doppio ruolo di sindaco-senatore gli impedisce ormai di passeggiare per la città, la cosa appare sospetta per almeno due motivi. Il primo: tutti sanno che il sindaco ha il suo studio proprio in via S. Domenico e quello della sua assistente e consigliera proprio di fronte agli ex cantieri Tattoli. Insomma, anche un cieco se ne sarebbe accorto, quantomeno dai rumori. Secondo: il sindaco in carica all’epoca dell’autorizzazione della concessione alla costruzione, con tanto di riorganizzazione del traffico su via S. Domenico e sulla banchina, con l’installazione di nuovi (e inutili) semafori, era sempre lo stesso Azzollini. Conoscendo la ben nota caratteristica accentratoria sul piano amministrativo del sindaco, all’uomo della strada riesce difficile immaginare che l’inizio dei lavori fosse stato realizzato a sua insaputa. Se così fosse, il funzionario o il dirigente colpevole andrebbe subito rimosso o quantomeno sanzionato (facendogli pagare il costo della rimozione dell’attuale manufatto) e il provvedimento reso pubblico per giustificare l’inversione a U del sindaco, proibita dal codice della strada, ma non da quello della politica, soprattutto nell’era berlusconiana che ci ha abituato a queste inversioni di rotta. Tra l’altro, particolare non insignificante, nel Dvd di presentazione del nuovo porto, fatto realizzare e distribuire in migliaia di copie dallo stesso Azzollini durante la campagna elettorale, l’attuale costruzione della foresteria è situata proprio dov’è l’attuale cantiere. Ma per rendere più credibile questa battaglia contro la nuova caserma, Azzollini fa sognare ai molfettesi un mitico lungomare che unisca la banchina S. Domenico alla Madonna dei Martiri, nascondendo che il progetto comporterà una grande colata di cemento in mare stravolgendo l’attuale assetto costiero. Si dice anche che non si vuole commettere lo stesso errore del lungomare di Levante, dove malgrado una campagna di stampa di chi scrive, sul quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno (quella sì che fu un’antesignana Punta Perotti), il sindaco dell’epoca Beniamino Finocchiaro autorizzò l’attuale palazzo che ospita attualmente l’Inps. Chi più di noi, perciò, non può non essere d’accordo, ma, ripetiamo, è stata scelta la forma e i tempi sbagliati. Per avvalorare la decisione dello spostamento, la maggioranza di centrodestra ha deciso di «far parlare il popolo» (ah, la deriva populista, già temuta da Quindici, torna a farsi sentire) e così si sollecitano alcune associazioni culturali, tra le quali qualcuna fatta costituire dalla sera alla mattina, con improbabili finalità ambientalistiche, a scendere in campo (anche con sit in e metodi tradizionali della sinistra) per bloccare quella che, con efficacia propagandistica berlusconiana, viene subito definita come la nuova Punta Perotti molfettese, nel tentativo di colpire l’immaginario collettivo e creare consenso attorno a una proposta giusta, ripetiamo, ma fuori tempo e soprattutto onerosa a danno dei cittadini e senza colpevoli dello scempio. Questo sì è uno scempio, ma realizzato da chi oggi vuole rimuoverlo senza chiedere quantomeno scusa dell’errore commesso. E così, ultima trovata azzollinian-berlusconiana, il buon Tonino, dopo aver ottenuto un’ampia maggioranza alle ultime elezioni, lui che non ha mai tollerato la presenza e le opposizioni (come dimostra l’ormai filmato cult che gira per il mondo, grazie a Youtube), decide anche di assumere il ruolo dell’opposizione. E fa l’opposizione a se stesso. Un capolavoro, non c’è che dire. P. S. Abbiamo provato a chiedere al sindaco Azzollini le vere ragioni di questo comportamento e la spiegazione del suo accanimento postumo, ma da quasi tre mesi non riusciamo ad ottenere un’intervista. Coda di paglia? Quindici – 15.11.2008
Felice de Sanctis
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