Se l’America ha il raffreddore
02/04/1997 10.25.00
Quando l’America ha il raffreddore, l’Europa può aspettarsi la polmonite. Questo vecchio detto degli economisti spiega sinteticamente il forte calo delle Borse europee, dopo lo scivolone di Wall Street del lunedì di Pasqua e la grande paura che la situazione possa precipitare. Questa volta a un colpo di tosse americano è seguita solo un po’ di febbre alta europea. Ma poteva andare peggio. E la paura non è cessata del tutto. Qual è il motivo del tonfo della Borsa di New York e delle conseguenti ripercussioni in Europa? Almeno questa volta, si è trattato di uno scivolone annunciato. Infatti, dopo una serie di record a ripetizione, tutti gli operatori si aspettavano una frenata, soprattutto in seguito ai primi due allarmi del presidente della Federal Reserve (la banca centrale Usa), Alan Greenspan, preoccupato che i frequenti rialzi delle quotazioni possano far crescere l’inflazione. E il ritocco in rialzo (dal 5,25 al 5,50%) del tasso di interesse interbancario Usa dei giorni scorsi è stato un altro segnale. In pratica, gli operatori di Borsa temono che il recente intervento delle autorità monetarie americane costituisca solo il primo di una lunga serie. Se l’economia Usa continuasse a correre troppo, la Fed, con una nuova stretta, potrebbe ritoccare ancora i tassi per raffreddare l’inflazione. E sì, perché il paradosso della Borsa di New York è proprio quello di scivolare quando l’economia va bene. Se aumenta l’occupazione (si attendono per fine settimana i dati Usa) vuol dire che la produzione tira, l’economia corre troppo e va rallentata. Una conferma si è avuta proprio lunedì scorso. A provocare lo scivolone è stata anche la crescita a febbraio dello 0,9% del reddito pro capite Usa, la più alta degli ultimi 8 mesi e il rialzo dello 0,3% dell’indice dei consumi. Insomma, due segnali di accelerazione dell’economia. Perciò, lunedì mattina all’apertura di Wall Street, tutti hanno avuto un solo pensiero: vendere il più in fretta possibile per non farsi coinvolgere dal tonfo annunciato. E così lo hanno accelerato: in meno di un’ora l’indice Dow Jones è sceso di 160 punti. Se accadrà ancora, per l’Europa il rischio polmonite diventerà reale. E l’obiettivo dell’Euromoneta, per il quale tutti soffriamo, si allontanerà all’orizzonte.
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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