Lavoro, il sorpasso di Eva
Conquistati dalle donne i due terzi dei nuovi posti
23/08/2000 11.18.00
Donne battono uomini 2 a 1. E il sorpasso di Eva è sempre più vicino nel mondo del lavoro. In un anno, secondo gli ultimi dati dell’Isfol, l’occupazione si è tinta decisamente di rosa: su 313mila nuovi posti di lavoro, ben 209mila sono stati assegnati all’altra metà del cielo. Insomma, è allarme rosso per gli uomini: per loro, se la tendenza attuale continuerà, si prospetta un futuro ai fornelli, ad allevare i figli e a tirare a lucido il pavimento. La parità fra i sessi è ormai vicina: ci sembra giusto. Le donne ormai sono più veloci dei maschi nella conquista del lavoro, soprattutto nella fascia tra i 35 e i 54 anni (159mila assunzioni). Ma anche la giovanissime (tra i 15 e i 24 anni) non sono rimaste a guardare, bruciando sul tempo i loro coetanei con 13mila assunzioni in più, invertendo così una tendenza negativa che durava da oltre sei anni. Elena sorpassa Achille in tutti i campi: trasporti, pubblico impiego, perfino credito e assicurazioni (20mila donne), terreno di caccia preferito dai maschietti. Il sesso “debole” non lascia a quello “forte” nemmeno i lavori agricoli e artigianali. Chissà, forse il XXI secolo vedrà il ritorno delle amazzoni per scelta più o meno consapevole degli uomini, stanchi di dover essere sempre in corsa per la carriera e un lavoro fuori di casa. Meglio la tranquillità domestica. Vuoi mettere il piacere della passeggiata col pupo al giardino pubblico? Più rilassante. O la preparazione del ragù mentre si ascolta l’oroscopo in tivvù? Più appagante. Correte donne, correte, poi ve ne pentirete. Avete voluto la bicicletta e ora pedalate. Ma secondo un’altra indagine del centro studi Veet, su un campione di mille donne che hanno raggiunto la posizione di quadro o dirigente, per fare carriera occorre possedere “un aspetto gradevole e un look adeguato”. Insomma, essere belle e seducenti alla vista maschile. Dedizione al lavoro, capacità professionale non bastano. Più della metà delle donne intervistate (52%) ha ammesso che è “assolutamente strategico per scalare la piramide sociale, curare nei minimi particolari il proprio aspetto fisico”, mentre il 21% ammette che “i difetti fisici possono inibire un aumento di stipendio”. Morale della favola? Il dominio del “maschio” resterà incontrastato. Almeno fino al sorpasso totale. Allora saranno dolori. Per le donne. La Gazzetta del Mezzogiorno 1ª - 23.8.2000
Felice de Sanctis
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