L’Italia nel… palloncino
Arriva l'etilometro, test per misurare lo stato di ebbrezza
04/05/1990 9.32.00
In attesa che vada nel pallone per i Mondiali di calcio, il Belpaese finisce… nel palloncino. Ed è subito guerra. Il Consiglio di Stato ha bocciato l' «etilometro», il test per misurare lo stato di ebbrezza degli automobilisti, che si rileva proprio soffiando in un palloncino. Secondo i giudici, occorre anche un’analisi del sangue, sia pure a richiesta facoltativa dell’«inquisito». Se il parere del Consiglio di Stato verrà accolto, si dovranno predisporre laboratori mobili in autostrada, con tanto di analisti in camice, che dovranno invitare l’automobilista sotto accusa a sottoporsi al prelievo. Questi, a sua volta, avrà il diritto di consultare il proprio legale (ma con i telefoni in auto, non è più un problema, anche se forse sarà meglio viaggiare... con un avvocato) prima di accettare. Poveri poliziotti: prima «fotografi» con l’autovelox e ora anche «infermieri» con l’etilometro! E se durante il prelievo il malcapitato sviene, che cosa succede? Occorre anche un’ambulanza per portarlo al più vicino pronto soccorso, oppure bisogna cercare di farlo rinvenire sul posto, con immancabili disagi e intasamenti al traffico? Il parere obbligatorio del Consiglio di Stato sicuramente avrà un peso nelle decisioni definitive del Governo. Si è ritenuto che «l’automobilista avesse diritto a una controprova» e, del resto, appariva sproporzionata l’entità della pena per chi aveva alzato il gomito (arresto e multa, oltre alla sospensione della patente) rispetto alle modalità dell’accertamento. Sanzione eccessiva per un Paese che è stato la culla del diritto e la patria del garantismo. Così quel decreto, che mirava a frenare le «stragi del sabato sera», torna al punto di partenza. E mentre al ministero cercano di trovare una soluzione al problema, scoppia la guerra: palloncino sì-palloncino no. Favorevole all’esame del sangue il prof. Franco Introna, presidente della Società italiana di medicina legale, che ritiene insufficienti gli esami basati sul solo fiato espirato. Una prova facilmente smontabile anche dal più improvvisato azzeccagarbugli. Favorevoli anche i ministri del Trasporti e dei Lavori pubblici. Di parere contrario, invece, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Eolo Parodi, preoccupato delle complicazioni alle quali andrebbe incontro la Polstrada, costretta ad effettuare i prelievi di sangue. Negativo pure il giudizio del ministro della Sanità, De Lorenzo, sorpreso per «questa valutazione inopportuna rispetto alle attuali esigenze». E poi, ancora, ci sono i rilievi di tipo costituzionale: nessun cittadino, infatti, può essere sottoposto a prelievo di sangue contro la sua volontà. Chissà come finirà. Intanto, in attesa delle decisioni del ministero, forse non è inutile consigliare all’automobilista: «Attenzione: da questo momento, il tuo respiro può essere usato contro di te.. ». La Gazzetta del Mezzogiorno 1ª pag. 4.5.1990
Felice de Sanctis
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