Posta prioritaria, cara e lumaca
09/11/2006 20.20.00
Posta prioritaria=posta lumaca. È questa ormai l’equazione comune, peraltro da noi ampiamente prevista proprio in occasione dell’annuncio dell’unificazione delle tariffe o meglio della cancellazione della posta ordinaria. Con questa operazione, chiaramente tutta la corrispondenza è diventata prioritaria come tariffe, ordinaria come servizio. E la grande operazione di posta prioritaria che nei primi anni è riuscita a velocizzare il servizio, anche se a un costo più elevato, ha finito per impantanarsi nella solito inefficiente servizio postale col quale le lettere si perdono, i giornali non arrivano (o vengono recapitati con una settimana di ritardo, quando va bene). Insomma, il solito sistema all’italiana. Se si volevano aumentare le tariffe, si poteva scegliere di ritoccare sia quelle ordinarie, che quelle prioritarie, lasciando almeno la possibilità al cittadino di avere un servizio puntuale anche se a tariffa più alta. Ma Poste Italiane, impegnate sempre più a inseguire le banche sul piano dei servizi facendo loro una spietata concorrenza, hanno dimenticato di curare il servizio istituzionale per il quale erano state create. A mettere il dito nella piaga è l’associazione indipendente di consumatori «Altroconsumo» che ricorda come il semplice invio delle lettere da maggio 2006 può avvenire solo tramite posta prioritaria, ma che all’aumento dei prezzi per il consumatore non è corrisposto un aumento della qualità del servizio: quattro lettere su dieci arrivano in ritardo. «Altroconsumo» ha condotto un test su sette città italiane (Bari, Bologna, Genova-Sori, Milano, Napoli, Roma, Torino), per fotografare l’efficienza e la puntualità del servizio di posta prioritaria. «E’ risaputo, dicono, che dal maggio 2006, il ministero delle Comunicazioni ha abolito la posta ordinaria, il cui costo del francobollo era di 0,45 euro, aumentando di un terzo il prezzo del servizio, diventato obbligatoriamente di posta prioritaria, portando il francobollo al costo fisso di 0,60 euro». Altroconsumo ha voluto vederci chiaro, e ha preso carta e penna, busta e francobollo. Durante dieci giorni, alla stessa ora, sono state inviate sei lettere in posta prioritaria, utilizzando sempre le stesse cassette della posta delle sette città coinvolte. Sessanta lettere per città, per un totale di 420 missive. Controllando la data di consegna, Altroconsumo ha verificato se i tempi promessi dalle Poste nei propri obiettivi qualità siano stati rispettati. La risposta è stata negativa. Quasi quattro lettere su dieci sono arrivate in ritardo, ben oltre le 24 ore, dunque né nel giorno di spedizione né nel giorno lavorativo successivo. Oltre al danno, la beffa: Altroconsumo ricorda che non sono previsti rimborsi per eventuali ritardi. Oltre una lettera su quattro è arrivata dopo due giorni, mentre sei missive tra quelle spedite si sono perse per strada. Maglia nera a Bari, con solo il 37% delle lettere consegnate entro le 24 ore, il peggior risultato tra le città del test. La palma dell’efficienza va al comune alle porte di Genova (Sori), con l’85% delle buste arrivate nei tempi previsti. «A prezzi più alti oggi corrisponde una qualità del servizio ridotta, ma non solo: purtroppo abbiamo assistito ad uno scadimento nel tempo del livello di qualità del servizio stesso di posta prioritaria. Nel 2002, da una precedente inchiesta di Altroconsumo, era ben il 90% delle missive ad arrivare entro le 24 ore: oggi siamo solo al 61%». INDAGINE EUROPEA SULL’ULTIMO BALCK OUT - Il Ceer (Consiglio Europeo dei Regolatori dell’Energia) ha approvato la proposta italiana di avviare sollecitamente una istruttoria conoscitiva (inquiry) sulle cause e sulla dinamica delle interruzioni del servizio elettrico verificatisi in vari Paesi europei la sera del 4 novembre 2006. L’Autorità italiana, in vista della «General Assembly» del Ceer tenutasi a Bruxelles, aveva infatti richiesto l’immediato avvio di una indagine conoscitiva (congiunta ed allargata a tutti i Paesi della Ue coinvolti) sulle gravi interruzioni, originatesi in Germania e che hanno interessato il sistema Ucte (rete europea di trasmissione dell’energia elettrica). In questo senso, il Ceer ha così insediato un apposito comitato (ad-hoc Group), formato dai rappresentanti dei Pesi colpiti dal disservizio, compresa l’Italia, con l’obiettivo di studiare, analizzare e proporre soluzioni o iniziative a governi dei Paesi interessati; Commissione Ue; operatori nazionali delle reti di trasporto e loro organismo di rappresentanza e coordinamento europeo. Il primo rapporto (interim report) verrà fornito entro il prossimo mese di dicembre; il rapporto finale entro febbraio 2007, in tempo utile per il Consiglio dei ministri per l’energia del primo trimestre 2007. Nel frattempo, l’Autorità italiana ha pubblicato sul sito www.autorita.energia.it la delibera n° 238/06 con la quale ha già ieri avviato anche una istruttoria conoscitiva riguardante il territorio nazionale. In particolare sul territorio nazionale l’Autorità si propone di acquisire informazioni e dati con riferimento allo stato di funzionamento del sistema elettrico nazionale nelle ore antecedenti il verificarsi dell’evento perturbante. Gazzetta del Mezzogiorno - Dalla parte del cittadino 9.11.2006
Felice de Sanctis
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